sabato 17 febbraio 2018

Cronache erranti


Da un po’ di tempo a questa parte, quando ne ho la possibilità, soprattutto la domenica, vado a visitare le mostre alla Saci Studio Arts College International, a Firenze. E’ una scuola d’arte, gli studenti sono perlopiù stranieri. Ho lasciato il mio indirizzo per cui ricevo le mail informative delle mostre che si svolgono nelle due sedi, in centro città. In gran parte sono mostre di studenti, non sempre ricordo il nome dell’artista, le mostre durano pochi giorni e spesso la domenica non sono più visitabili. Mi è capitato però di vedere alcune mostre di artisti più maturi, alcuni sono docenti della scuola.
Decido di passare. L’artista è presente, è un uomo alto, sorridente, indossa una parannanza da macellaio sporca di pittura acrilica, una specie di Pollock prêt-à-porter. Mi viene incontro cordialmente, parliamo di come ho saputo della mostra, se ho già visitato la struttura in passato e così via, insomma si fa conversazione. Poi mi chiede di dove sono. Sardegna, rispondo. E qui inizia una di quelle cose che mi fanno impazzire, quelle coincidenze, quelle avventure della mente che danno significato al caso.
Dopo gli studi negli Stati Uniti, ha vissuto a Bosa e il primo intervento artistico in Italia è stata proprio in Sardegna, al Liceo Artistico di Cagliari e alla Galleria Comunale. Era il 1978. Si chiama Lorenzo Pezzatini. Mi ricorda qualcosa. All’inizio dell’estate Andrea Nurcis mi manda un messaggio su facebook a proposito di un progetto relativo alla Collezione Ugo Ugo. Io non ne so nulla, ne parla come se ne sapessi qualcosa, insomma per non farla troppo lunga c’è stato un errore di persona o un piccolo equivoco per cui mi ha scambiato per un’altra, ma è stata l’occasione per conoscere il progetto che su facebook ha una pagina dettagliatissima nei racconti di Andrea Nurcis e Enrico Corte. Tutto ciò la dice lunga su quanto siano importanti per l’arte i visionari di talento. E lì che ho visto per la prima volta il lavoro di Lorenzo ma non avevo messo a fuoco che fosse la stessa persona. Mentre chiacchieriamo tira fuori da un catalogo una  foto rosa-arancio rosa-arancio che denuncia tutta la sua appartenenza agli anni settanta, quel colore che hanno le foto della mia infanzia. <<Vedi, sono io che spingo l’auto di Tonino Casula che riprende l'installazione alla Galleria Comunale.>>
Illuminazione! E’ quella che ho visto sulla pagina fb della Collezione Ugo Ugo! Gli racconto del progetto, dell’equivoco, mi fa vedere altre foto, guardiamo la mostra e mi invita per il finissage.
Il finissage capita in uno di quei giorni di pioggia battente. Prendo il treno. Firenze con la pioggia sembra Roma. E’ una mia fissa. La mostra sembra un caotico assemblaggio di quarant’anni di lavoro. Mi spiega che nel tempo trascorso tra l’inaugurazione e il finissage ha selezionato e riordinato opere e oggetti per l’installazione finale. La sintesi di una storia del Filo durata quarant’anni.
Avventura della differenza:1977-2017 presenta il mutare di un progetto nato da un filo di cotone rivestito di una spessa pittura acrilica blu, gialla e rossa che ha dato forma a progetti diversi e nel tempo è divenuto grafico, scultoreo, decorativo, modulo elementare, idea, installazione, relazione. Al finissage la mostra appare come un enorme catasta di lavori e pochi eletti appesi alle pareti, compresa una parannanza in cornice.
Non ho intenzione di sintetizzare i quarant’anni di lavoro di Pezzatini in un post, perché non lo conosco, l’ho appena incontrato, tantomeno ho intenzione di raccontare l’esperienza di Artist in Presence Project al Liceo di Cagliari e l’installazione alla Galleria Comunale, che ho appreso leggendo i post di Andrea e Enrico.
Per i curiosi pubblico alcuni link, strumenti per ricucire una storia di artisti e studenti, di azzardo e generosità, volontà di uscire fuori dalla mediocrità.

ARC


Conversazione di Andrea Nurcis e Lorenzo Pezzatini

 











 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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